Parliamone con... gli Alpini

Salutarono il Friuli... molti non lo rividero

Con l’Inno d’Italia si e aperto – sabato 29 novembre 2008 – il convegno dedicato a racconti e testimonianze delle guerre mondiali, dal titolo “Salutarono il Friuli. Molti non lo rividero”, organizzato dal Circolo della Sedia , con la collaborazione dei Gruppi A.N.A. di San Giovanni al Natisone L’incontro, che fa parte del ciclo “Parliamone con” si e svolto presso la Sala Polifunzionale in Via delle Scuole a San Giovanni al Natisone ed ha permesso ai ragazzi delle scuole medie, e non solo, di conoscere in maniera piu approfondita e diretta quella tragica pagina della nostra storia. Guido Aviani Fulvio ha avuto il compito di ripercorrere con grande chiarezza ed efficacia gli avvenimenti storici. La relazione si e arricchita inoltre delle testimonianze dirette di alcuni reduci che hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza della guerra e dei brani proposti dal coro “Lis Vôs dal Nadison". “San Giovanni – ha commentato Giusto Maurig, presidente del Circolo portando il saluto di benvenuto ai presenti – ha avuto un ruolo importante nel periodo dei conflitti bellici. Nel ’42 gli alpini partirono verso il fronte russo proprio dalla stazione di San Giovanni”. “La scuola – ha poi aggiunto la professoressa Buttazzoni – ha accolto con grande favore questa iniziativa, che sensibilizza i ragazzi su quanto e avvenuto”.

“Lunga e dolorosa e la storia d'Italia” ha quindi esordito Guido Aviani Fulvio, che ha iniziato a ripercorrere le tappe piu significative dalla prima guerra mondiale in poi. In particolare, ha ricordato che gia nel corso del primo conflitto “San Giovanni fu in prima linea. Si sentiva il rombo di cannone”. La vittoria dell’Italia sull’Austria-Ungheria costo carissimo: migliaia di soldati morti e oltre un milione di feriti. “La prima guerra mondiale porto un grave malcontento”. E questo favori la nascita e lo sviluppo di un partito che ristabili l’ordine sociale, non sempre con mezzi leciti. L’Italia dal 1922 divenne una monarchia retta dal governo fascista. Nel ’40 l’Italia entro in guerra al fianco della Germania, trascinando migliaia di soldati in guerre di conquista, assai dure e impervie. Guido Aviani Fulvio ha ricordato le tragiche condizioni delle campagna di Grecia, di Albania: 39 mila morti, 63 mila congelati e feriti. Ma ancora piu ardua fu la campagna di Russia.

“Mussolini – ha ricordato il relatore – mando una spedizione di 60 mila soldati in Russia”. Alcuni reparti si radunarono proprio a San Giovanni per la partenza. “L’8 agosto del 1942 parti l’avventura per la campagna di Russia”. Temperature rigidissime (con picchi che arrivavano a –40°), condizioni di vita durissime, scarsita di cibo stremarono i soldati partiti per quel fronte. Molti partirono. Pochi in effetti sono ritornati. Quasi 95 mila furono i caduti. Sei reduci di quelle campagne sono stati ospiti dell’incontro: Odino Bergamasco, Albano Mattiazzi, Dante Blasutto, Oreste Benet, Gino De Marchi, Renato Peressan. Ancora vivi sono i ricordi, gli aneddoti, di questi reduci, anche se il piu giovane ha 86 anni. Chi si ricorda le scarpe di cartone, chi la carne avariata mangiata per non morire. Chi ha lasciato fratelli e compagni la, chi li ha visti morire. I brani della formazione corale hanno concluso l’incontro, che si collega anche al 90° della fine della prima guerra mondiale.